OroscOpera - Giugno 2020

Capricorno (22 dic. – 20 gen.): Madama Butterfly / Alfredo Germont
“Care Butterfly, Cari Alfredo questa quarantena è stata dura, ma grazie alla vostra capacità di rimanere concentrati sull’obiettivo ve la siete cavata piuttosto bene. Cosa aspettarsi da questa primavera? Grandi soddisfazioni per i piccoli Capricorno. Risvegliatevi dalla pigrizia di questi mesi e andate a raggiungere il successo che meritate. Non aspettate che siano Pinkerton e Violetta a venire da voi, ma siate voi a fare il primo passo!”

Acuario

 

 

Acquario (21 gen. – 19 feb.): Aida / Don Carlos
“Anticonformisti, fieri e anche un po’ ribelli, gli Acquario hanno patito questo periodo di reclusione, come i loro beniamini Aida e Carlos, ma finalmente siamo giunti al termine di questa prigionia! È ora che riaccendiate il vostro estro e continuiate ad essere gli artefici del vostro destino. Nel prossimo mese vi toccherà spazzarvi via la polvere di dosso e rimboccarvi le maniche, nessun obiettivo si raggiunge senza fatica!”

 

Piscis

 

Pesci (20 feb. – 20 mar.): Mimì / Nemorino

“Eterni sognatori e innamorati dell’amore, i pesciolini hanno trascorso la quarantena ad immaginare il proprio Rodolfo o la propria Adina. Sempre alla ricerca di un mondo migliore, le Mimì e i Nemorino sono pronti per dar sfogo alla loro creatività e alla loro visione del futuro, roseo e circondato dagli affetti veri. Chi con una chiave e chi con un elisir, tutti si stanno ingegnando per tornare alla vita di tutti giorni, carichi per le nuove sfide (e amori) che li aspettano!”

 

 

Aries

 

Ariete (21 mar. 20 apr.): Manrico / Norma
“Manrico, Norma, per favore spegnete il fuoco e calmatevi un secondo! Questa quarantena vi ha reso più suscettibili del solito, ma non dovete disperare le cose stanno tornando alla normalità. Perciò, prima di incendiarsi per ogni cosa, cercate di freddare i bollenti spiriti e vedere al di là del momento. Siete leader nati e, grazie al vostro carisma, avete da sempre la capacità di conquistare gli animi di chi vi circonda. Sfruttate le vostre capacità e portate a termine il vostro prossimo progetto!”

 

 

Tauro

 

Toro (21 apr. – 20 mag.): Rodolfo (Luisa Miller) / Violetta

“Testardi e sentimentali come i Toro ce ne sono pochi, vero Rodolfo e Violetta? Siete persone determinate con un obiettivo ben preciso nella mente. So che siete stanchi di aspettare e che il non vedere risultati a breve termine vi sfianca, ma ormai ci siamo quasi. Siete arrivati fino a qui e non è il momento di demordere. In amore così come nel lavoro siete i protagonisti assoluti della vostra vita, perciò prendete un bel respiro e andate avanti che Luisa e Alfredo non vanno da nessuna parte!

 

Geminis

 

Gemelli (21 mag. – 21 giu): Figaro / Musetta
“Allegri, vivaci e all’apparenza un po’ frivoli, i Gemelli sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Per sopravvivere a questa quarantena hanno fatto di tutto, dai tutorial di cucina agli aperitivi in videochiamata, dalle maratone di Opera in streaming ai party al telefono. Insomma, loro fermi non ci sanno proprio stare! Finalmente possono uscire e dare sfogo al loro brio che allieterà sicuramente tutte le persone che hanno la fortuna di averli intorno!”

 

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A tu per tu con… Nemorino!

Signore e signori, è un piacere avere qui con noi oggi il nostro ospite, protagonista di una storia d’amore degna di una favola. È con grande gioia che vi presentiamo il dolce e coraggioso Nemorino!

1) Ciao Nemorino e benvenuto. Come ho detto in apertura, siamo molto contenti di averti qui con noi. Prima di entrare nei dettagli della tua storia vorrei che ti presentassi al nostro pubblico, alla fine sei un piccolo eroe!

Grazie grazie, troppo gentile [Sorride]. Presentarmi, beh…, non mi descriverei di certo come un piccolo eroe, quanto piuttosto come un uomo molto innamorato e un po’ disperato all’inizio [ride di gusto]. Sono una persona semplice, di buon cuore, un gran sognatore, determinato ma ingenuo e penso che si sia capito. Con gli anni poi sono maturato e ti dico che avrei agito in maniera diversa, più decisa e meno rocambolesca se vogliamo, però la mia storia mi piace in fondo. Ha strappato a me, e agli altri, molte risate e un sospiro di sollievo alla fine!

2) Sei il protagonista di un’opera a lieto fine, la tua sembra una favola a tutti gli effetti. Ma procediamo con ordine. In quale momento ti sei accorto di essere innamorato di Adina?

Come ogni favola che si rispetti, dalla prima volta che l’ho vista [sorride]. Non lo dimenticherò mai il momento in cui i miei occhi si sono posati su di lei, era lì, bella, leggiadra, spensierata, così vicina eppure così lontana. Durante il nostro primo incontro, quando si mise a leggere per noi, mi ricordo di aver pensato che era troppo per me ma che non potevo far altro che provare a conquistarla, mi son detto che mi sarei impegnato con tutte le mie risorse per riuscirci. Ed è proprio la storia che stava leggendo che alla fine ha dato inizio a tutto.

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Giovanni Zenatello: il sogno di un ragazzo che scoprì l’Arena

Tutto il mondo ricorda una donna e cantante straordinaria: Maria Callas. Gli appassionati di lunga data, poi, ancora la vedono passeggiare per le strade di Verona, ne riconoscono la voce potente e fiera, vedono in lei e nell’Italia l’unione più dirompente nell’universo operistico. Ma non tutti sanno come questo matrimonio avvenne, come il soprano più conosciuto del globo sia arrivata nella città dell’amore.
Per comprenderlo bisogna ripercorrere all’indietro la linea del tempo, e fermarsi di fronte ad un giovane dall’aria perbene, con il completo senza nemmeno una piega, i capelli impomatati e pettinati da un lato. Lui era Giovanni Zenatello, classe 1876, figlio di un umile panettiere. Tutti si accorsero del suo orecchio per la musica, così venne affidato prima alle sapienti mani di Carlo Zenari nella sua scuola, dove Zenatello si riscoprì un eccellente baritono, e poi al conservatorio a Milano. Dopo gli studi, la sua carriera iniziò a farsi raggiante: al teatro Bellini di Napoli, per citare un aneddoto, trovandosi a sostituire un tenore indisposto, scoprì di sentirsi a suo agio anche in quel ruolo.
Zenatello si fece adulto e nel 1913 la sua vita cambiò radicalmente. Passeggiando in Piazza Bra con degli amici si ritrovò a fissare con interesse l’Arena. In tale data si festeggiava il centenario di Verdi e l’anno precedente l’Aida era stata rappresentata in Egitto riscontrando enorme successo. Cosa sarebbe accaduto se quell’opera maestosa fosse stata portata sul palco dell’Anfiteatro?

 

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L’arte pittorica e l’arte lirica, una “recondita armonia”

Avete mai pensato che la pittura e la lirica possano intrecciarsi e addirittura completarsi?
Apparentemente sono due arti ben distinte e tra loro parallele, ma così non è.
Sono state diverse le occasioni, infatti, in cui queste sono venute a contatto in modo “intimo” e sicuramente determinante ai fini dello sviluppo e della messa in scena, talvolta innovativa, delle opere liriche.
Un primo esempio di come l’intreccio tra le due arti, pittura e lirica, sia stato voluto proprio dall’autore si ritrova nei due capolavori di Giacomo Puccini, “Tosca” e “La Bohème”. Il richiamo della pittura in Puccini è assai evidente e proprio nelle sue due opere più popolari, infatti, i protagonisti maschili sono due pittori (Cavaradossi in Tosca e Marcello nella Bohème).
Viene dunque da chiedersi quale ragione abbia indotto il Maestro toscano a vestire i due protagonisti con i panni di un pittore. Possiamo solo azzardare una timida ipotesi basata sulle abitudini di vita del grande musicista. Riteniamo che le sue frequentazioni al Lago di Massaciuccoli, risplendente di cangianti colori, ed il notissimo amore nutrito per la caccia che lo portava ad incontrare le mutevoli ed affascinanti luci delle prime ore del mattino possano aver influito sulla scelta della figura del pittore per entrambi i protagonisti dei citati capolavori, le cui note immortali sono ancora oggi capaci di commuovere, dopo cento anni, le platee dei teatri di tutto il mondo.
Per quanto riguarda poi le scene e i luoghi nelle sopracitate opere, possiamo con sicurezza affermare che in Puccini è l’arte ad ispirarlo: in “Tosca” è la Roma dalla storia eterna e maestosa mentre nell’opera “La Bohème” è l’impressionismo parigino.
Un esempio recente di come l’arte pittorica sia stata invece introdotta in un’opera lirica e sia spavaldamente salita sul palcoscenico, per volere del regista e non dell’autore, lo ritroviamo nell’ultima rappresentazione alla Scala di Milano dell’opera “Il Trovatore” di Verdi.

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Due regine in scena per Donizetti

Se ci fu un’opera sfortunata nella carriera di Gaetano Donizetti quella fu Maria Stuarda, tra i ritardi dovuti all’inesperienza del librettista Giuseppe Bardari, la censura e i litigi dei due soprano durante le prove per la prima. Tutto questo portò ad una prima burrascosa il 30 dicembre 1835 alla Scala di Milano ed anche all’oblio di quest’opera fino alla metà del secolo scorso. Ma di cosa tratta?
L’azione si svolge nell’anno 1587. La corte gioisce poiché il re di Francia ha chiesto la regina Elisabetta d’Inghilterra in moglie, la donna è però titubante e tormentata dall’incertezza su che sorte riservare alla cugina Maria Stuart. Uno dei suoi consiglieri, Talbot, la supplica di risparmiare la vita all’ormai ex regina di Scozia. Si fa avanti anche Leicester, per il quale Elisabetta prova un forte sentimento, la donna decide così di capire se è corrisposta annunciandogli di aver deciso di sposare il re di Francia e quando sul volto dell’uomo non riscontra alcun segno di gelosia la regina capisce di avere una rivale. Leicester rimasto solo con Talbot riceve da quest’ultimo una lettera di Maria nella quale si apprende che la donna e il conte sono amanti. Il colloquio è udito da Elisabetta che intercetta Leicester e si fa consegnare la lettera. Oltre alla dichiarazione d’amore, Maria chiede di avere un colloquio con la cugina, la quale accetta. L’azione del secondo atto si sposta a Fortheringay dove è imprigionata Maria. Qui la donna ricorda la sua giovinezza assieme all’amica Anna. I suoi ricordi vengono interrotti dall’arrivo della corte di Elisabetta.

 

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