All'Arena di Verona Il Trovatore firmato Zeffirelli

Da stasera, l'opera di Verdi incontra la regia del compianto Franco Zeffirelli, per cinque messe in scena nel segno del mistero e dell'avventura. Grazie ai combattimenti coreografati da Renzo Musumeci Greco ed alla conduzione di Pier Giorgio Morandi, gli attori e le maestranze tutte si apprestano a dare lustro ad una delle versioni di quest'opera più amate, proposta per la prima volta dal maestro Zeffirelli nel 2001.

Oggi, 29 giugno, e nei giorni 4 e 7 luglio, troveremo sul palco a confrontarsi nei ruoli principali il tenore Yusif Eyvazov ed il soprano Anna Netrebko, quasi a portare sul palco la storia d'amore che vivono nelle realtà. Per gli appuntamenti seguenti, 20 e 26 luglio, vi sarà un rinnovo completo del cast, dove i ruoli di Manrico e Leonora saranno affidati, rispettivamente, a Murat Karahan e Anna Pirozzi.

Tutte le serate, così come moltre altre Opere del 97° Arena di Verona Opera Festival, hanno registrato un quasi completo sold-out dei biglietti in poco tempo, ma alcuni posti sono ancora disponibili. Affrettatevi dunque per poter assistere a questi, e non usiamo questa parola a caso, eventi.

Dario Medaglia

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Polemiche al Teatro alla Scala: Cecilia Bartoli si ritira e i fan aggrediscono i social

Il Teatro alLa Scala fa un passo falso, e il mezzosoprano comunica il ritiro su Facebook 

“Dopo che è stato comunicato il 18 giugno che il contratto con l'attuale soprintendente al Teatro alla Scala Alexander Pereira non veniva prorogato, Cecilia Bartoli - in segno di solidarietà - si è ritirata dalla nuova produzione del Giulio Cesare di Hendel in data 19 giugno e ha richiesto immediatamente di cancellare il suo nome dalla produzione e di non vendere biglietti con riferimento a lei. Il management de La Scala non ha fatto seguito alla richiesta e il 21 giugno ha cominciato a vendere i biglieti ancora indicando Cecilia Bartoli nel ruolo di Cleopatra. Cecilia Bartoli ha insistito sulla sua richiesta di correzione ma La Scala non l'ha accolta. Questo comportamento inaccettabile ha costretto Cecilia Bartoli a informare i suoi fan tramite social media che non avrebbe partecipato alla produzione. Cecilia è molto dispiaciuta che molti suoi fan abbiano già acquistato i biglietti e spera che questa dichiarazione aiuti a comprendere la situazione".

Questa la comunicazione che il mezzosoprano Cecilia Bartoli, particolarmente risentita del comportamento del Teatro e del suo staff, ha affidato alla propria pagina ufficiale sul social network Facebook. Nonostante le numerossisime polemiche da parte dei fan, risentiti ed amareggiati per l'acquisto dei biglietti, pare che non siano ancora pervenute comunicazioni uffiali dall'ufficio stampa del Teatro. Unica conseguenza del “chiarimento” è stata la sostituzione del nome dell'interprete del personaggio principale (Cleopatra) con un generico “da definire”.

Dario Medaglia 

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Futuro incerto per il Teatro Bellini di Catania

Costruito alla fine del XIX secolo, il Teatro massimo Vincenzo Bellini di Catania non è fonte di orgoglio solo per la città siciliana, ma per l'Italia intera. La sala, costruita a ferro di cavallo, fu definita dal tenore Beniamino Gigli come “la più bella del mondo” in quanto ad acustica, ed è stata testimone di numerose opere ed esibizioni, tra le quali ricordiamo, nel 1950, Maria Callas nella Norma.

Un pezzo di storia italiana, quindi, che meriterebbe di essere valorizzata e sovvenzionata come si conviente. Un trattamento che, purtroppo, non viene conferito al Teatro da molto tempo.

Solo quest'anno, dopo essere stato colpito dai tagli alla cultura previsti dalla finanziaria varata dall'attuale governo, il Bellini ha in seguito risentito dei diversi tagli al settore artistico voluti dall'amministrazione della Regione, che in assenza di modifiche diminuiranno annualmente i fondi per i teatri siciliani fino ad un sostanziale azzeramento. Amministrazione, a detta di alcuni giornalisti e politici, inadeguata a far fronte alle problematiche del Teatro, usando toni molto polemici ed accusatori, tanto da far ottenere alla questione una risonanza nazionale, culminata in una interrogazione parlamentare al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali da parte della deputata catanese Paxia. Per dovere di cronaca è bene ricordare la sostanziale mancanza di un assessore ai Beni Culturali, ruolo ricoperto fino a marzo di quest'anno dall'archeologo Sebastiano Tusa, ed in seguito alla tragica dipartita di questi in un incidente aereo, assunto ad interim dallo stesso presidente della regione Sicilia, Sebastiano Musumeci.

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Ci lascia Franco Zeffirelli, regista unico che ha segnato la storia dell’Opera

Il mondo dell’Opera si tinge ancora una volta di nero a pochi mesi dalla scomparsa del celebre soprano Montserrat Caballé. Oggi ci ha lasciato, all’età di 96 anni, Franco Zeffirelli, regista unico nel suo genere che ha segnato per sempre la storia dell’Opera.

Indimenticabili infatti sono le sue regie e i suoi allestimenti teatrali e cinematografici. Artista poliedrico, ha disegnato il nostro immaginario a sua immagine e somiglianza, portandoci per mano dall’Egitto di Aida alla Pechino della nostra amata Turandot. Nato nel 1923, con passione e dedizione ha costruito una carriera piena di produzioni, successi e riconoscimenti internazionali, tra cui ricordiamo: Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica ItalianaMedaglia d'oro ai benemeriti della Cultura e dell'ArteCavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero BritannicoPrimetime Emmy Awards.

Non ci sono parole per descrivere la persona di Franco Zeffirelli, regista, sceneggiatore, scenografo, politico, che ha reso orgogliosa l’Italia nel mondo, grazie al suo talento, la sua versatilità e alla dedizione instancabile alla lavoro, di cui la sua ultima Traviata – che sta per essere inaugurata – è un esempio.

Con oggi si chiude un altro importante capitolo non solo della storia italiana, ma del mondo intero.

Martina Corona

 

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Amore funesto

Se siete mai stati innamorati, vi sarà forse capitato in un moto di amoroso affetto, di dire all'amato "Ti amo da morire". Credete che sia esagerato o eccessivo? Forse, ma tutti questi eccessi nelle dimostrazioni di affetto hanno fatto sì che in letteratura siano presenti pagine e pagine dalla bellezza memorabile. Perché sì: ci sono molti, moltissimi personaggi che soffrono per amore, e ce ne sono alcuni che…addirittura ci muoiono.

Alcuni titoli sono stati già trattati precedentemente, come ad esempio I Capuleti e Montecchi di Vincenzo Bellini, dove l'amore tra i due giovani nasce in un ambiente familiare che li osteggia per finire poi con la tragica morte dei due amanti l'uno nelle braccia dell'altro. Romeo canta "Più non ti veggo... ah! parlami... un solo accento ancor... rammenta il nostro amor... io manco... addio!..." Giulietta risponde "Oh! sfortunato! attendimi... non mi lasciare ancor... posati sul mio cor... ei muore... oh! dio!".
Passando poi ad una morte totalmente diversa, possiamo parlare di Desdemona dall'Otello di Giuseppe Verdi, dove l'assassinio della moglie avviene per mano del marito in un moto di gelosia, dovuta alle subdole trame di Jago. La donna è nella sua stanza con Emilia e prima della Canzone del Salice le chiede, "Senti, se prima di te morir dovessi, mi seppellisci con un di quei veli", riferendosi alla poco prima citata veste nuziale "Emilia te ne prego distendi sul mio letto, la mia candida veste nuziale". Dopo averla uccisa, capendo il gesto appena causato, Otello si ferisce e prima di spirare canta "Pria d'ucciderti... sposa... ti baciai. Or morendo... nell'ombra... in cui mi giacio... Un bacio... un bacio ancora... un altro bacio..".

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